Skip to content

I carnefici italiani

by Simon Levis Sullam

FascismJewsPersecutionsHolocaust, Jewish (1939-1945)AntisemitismHistory

La sera del 5 dicembre 1943, il giovane pianista Arturo Benedetti Michelangeli suona al Teatro La Fenice di Venezia. In quelle stesse ore, polizia, carabinieri e volontari del ricostituito Partito fascista (i carnefici italiani) compiono la prima, più grande retata di ebrei nella penisola dopo l'occupazione tedesca della città. Sulla base di elenchi della polizia e del censimento della popolazione di "razza ebraica" condotto a partire dal 1938, 150 uomini, donne, vecchi, bambini vengono stanati dalle loro case, tradotti alle locali carceri o in luoghi provvisori di prigionia. Nei giorni successivi i loro beni, minuziosamente descritti casa per casa, vengono sequestrati, gli appartamenti sigillati o destinati ad altri italiani. I prigionieri, di tutte le età, saranno poi trasferiti a Fossoli di Carpi, il principale campo di prigionia e di transito degli ebrei nella Repubblica sociale, gestito da forze italiane. Qui saranno detenuti in condizioni estremamente precarie e, successivamente, caricati su carri bestiame e vagoni piombati, dopo la consegna in mani tedesche, su cui verranno condotti alla morte nel campo di sterminio di Auschwitz. Gli ebrei superstiti, dei 276 deportati da Ve

Writing a summary for young readers…

For young readers

Book data: Open Library