Nel corso della storia gli stati hanno assunto il compito di garantire la sicurezza dei propri sudditi o cittadini dalle aggressioni esterne. Questa sicurezza è sempre stata concepita in concorrenza e a scapito della sicurezza degli altri stati; lo strumento principale del mantenimento o del conseguimento di una situazione di sicurezza esterna è stato normalmente l’uso o la minaccia dell'uso di mezzi militari. L'ingresso nell'era delle armi di distruzione di massa, e in particolare della bomba atomica, ha portato alle estreme conseguenze questo antichissimo modo di pensare e di agire, ma ne ha anche dimostrato l’illusorietà, in quanto, nell'era delle armi nucleari e della possibile catastrofe ecologica, sopravvivenza o distruzione sottopongono a una medesima sorte le due parti in lotta. La corsa agli armamenti quantitativa e qualitativa ha contribuito anche a una evoluzione destabilizzante delle strategie nucleari che periodicamente hanno mostrato una pericolosa tendenza verso la pianificazione di guerre nucleari che possano essere controllate, combattute in modo prolungato, vinte. La realtà dell'era nucleare, nella quale la sicurezza di uno è legata a quella di tutti, ha dunque di
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