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Lettere famigliari e diplomatiche

by Conte Baldassarre Castiglione, Guido La Rocca, Angelo Stella, Umberto Morando

Italian AuthorsCorrespondenceCourt and courtiersNobilityStatesmen

Il «buon christiano e bon italiano», come si legge nella summa autobiografica alla madre, che, davanti alla "fuga" di Federico da Pavia, si era posto un deprecante interrogativo: «E come diavolo non sono io obligato a dire che è falso, quel falso, che se fosse creduto per vero, potrebbe far tanto disordine?», tre mesi dopo il sacco (25 agosto) confessa a Vittoria Colonna di arrendersi alla sconnessione degli eventi, dichiara la propria difficoltà a parametrare la storia: «Hora che le calamità intervenute sono tanto grandi, che quasi come universal diluvio hanno fatte le miserie d'ognuno eguali, pare che a tutti sia licito e forse debito, scordarsi d'ogni cosa passata, et aprire gli occhi, e almen uscir della ignoranza humana insino a quel termine, che la nostra imbecillità ci concede: che è il conoscere, che niuna cosa sapemo, et il piú delle volte quello che a noi par vero, è falso, et per contrario quello che ci par falso è vero».^ Il rispetto della verità, dunque di sé stesso, rende ora doverosa per Castiglione, dalla condizione non di sconfitto ma di accusato, una autoapologia. Alla strumentazione difensiva e offensiva si era appellato Carlo V, per ribattere la violenza inquisi

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For young readers

Book data: Open Library